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Trattamento Termico HT

Con lo scopo di ridurre il rischio di diffusione di organismi nocivi nelle foreste è stata stilata dalla F.A.O. la normativa ISPM 15, che definisce le linee 
guida per il corretto utilizzo di legname da imballaggio nelle esportazioni. 
L'ISPM 15 prevede che tutti gli imballaggi in legno siano sottoposti a trattamento termico "HT". 
Tale trattamento prevede l’eliminazione di possibili organismi nocivi mediante l’esposizione degli imballaggi a temperature superiori ai 60° C per almeno 30 minuti, senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico.

Dal primo gennaio 2011, per il rispetto degli standard obbligatori della European Pallets Association, tutti i pallets EPAL prodotti, oltre a subire il trattamento HT devono altresì essere essiccati, per contenere il tasso di umidità. L’essiccazione è un trattamento diverso e di più lunga durata rispetto al trattamento HT, che se effettuato con il contenimento dell’umidità 
residua a tassi inferiori al 19% consente l’eliminazione del rischio di insorgenza di muffe nel breve e nel lungo periodo. 
Il trattamento HT, invece, se ha l’indubbio vantaggio di eliminare gli organismi nocivi per l’ambiente, non ottiene l’ulteriore obiettivo di preservare il legno trattato dall’insorgenza di muffe, motivo di 
possibili e probabili contestazioni all’atto dello scarico della merce nei porti di destinazione.

 

Lo Standard ISPM n.15 della FAO:

Lo Standard è ormai operativo in molti Paesi e, sicuramente, sempre più Paesi richiederanno imballaggi in legno per l'esportazione conformi allo Standard.

La norma emanata dalla FAO si riferisce al materiale da imballaggio in legno grezzo (massiccio) di conifera o di latifoglia; contempla quindi tutti gli imballaggi in legno, quali i pallet (sia nuovi che usati), i materiali 
per stivaggio (pagliolo), le casse, le gabbie, i fusti, le bobine, i pianali di carico, i pallet collar (paretale) e gli skid.

Non sono, invece, assoggettati a regolamentazione gli imballaggi in legno costituiti integralmente da prodotti a base di legno (ad esempio compensato, pannelli di particelle, OSB o sfogliato) creati con l'uso di collanti, calore e
 pressione (o una combinazione di quanto sopra). Anche i materiali per gli imballaggi in legno, quali i tondelli da sfogliatura, la segatura, la lana di legno, i trucioli e il legno grezzo tagliato in pezzi 
 sottili non sono soggetti a regolamentazione, in quanto presentano un rischio sufficientemente basso da essere esonerati.

Per gli imballaggi costruiti con materiali misti (legno grezzo e prodotti a base di legno), deve essere trattata solo la parte relativa al materiale di legno grezzo. Il materiale da stivaggio, fardaggio, pagliolo (dunnage), deve
 essere trattato e marchiato secondo lo Standard ISPM n.15.

 

Il Comitato Tecnico FITOK:

La tutela della biodiversità e del patrimonio forestale é una delle grandi sfide da vincere. 
Le strategie internazionali, individuate dalla FAO e dal WTO, prevedono anche politiche di riduzione del rischio fitosanitario connesso alla movimentazione transfrontaliera di imballaggi in legno.
Il Consorzio Servizi Legno-Sughero è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, quale Soggetto Gestore, a livello nazionale, del Marchio IPPC/FAO, che garantisce
la conformità fitosanitaria degli imballaggi in legno allo Standard ISPM n. 15.

 

Sgravio CAC:

Lo scorso 21 novembre 2012 il Consiglio di Amministrazione Conai, su sollecitazione e indicazioni di Rilegno che ha promosso la definizione della
circolare e ne ha sviscerato i termini in collaborazione con Conai, ha deliberato le nuove procedure agevolate di applicazione del Contributo ambientale
Conai (CAC) sia per alcuni pallet in legno usati, sia per alcuni pallet in legno nuovi.
Le nuove procedure si applicano dall’1 gennaio 2013; Rilegno ha calcolato che la riduzione del Contributo Ambientale coinvolgerà circa 340.000 tonnellate
di pallet tra nuovi e usati.


Quali prodotti possono godere delle agevolazioni?

Pallet usati
L’agevolazione si applica a pallet in legno a prescindere dal documento di trasporto (DDT o formulario) di provenienza degli imballaggi-rifiuti da imballaggi,
e a prescindere se sia stata condotta o meno la riparazione, purché vengano reimmessi al consumo da operatori del settore che svolgono
attività di riparazione e-o di selezione, anche se secondaria. Questo tipo di pallet reimmessi da questi operatori
accede alle agevolazioni, anche se l’operatore del settore svolge contestualmente
anche altre attività diproduttore o commerciante di imballaggi nuovi o usati in legno. 

Pallet nuovi
Se un bancale di nuova produzione è stato concepito strutturalmente per un utilizzo pluriennale può usufruire dell’agevolazione del CAC
calcolato sul 40% del peso dell’imballaggio (quindi con una riduzione del contributo del 60%).

Il bancale deve però essere prodotto in conformità a capitolati standard riferiti a circuiti produttivi controllati e noti:
per questa tipologia di pallet nuovi valgono le stesse regole previste per il secondo caso dei pallet usati di cui abbiamo parlato sopra. 

I requisiti minimi di accesso :

Usufruire dell’agevolazione massima (applicazione del CAC sul 40% del peso, con riduzione del 60% del contributo) per pallet nuovi e usati
comporta che sia stato istituito precedentemente un Sistema Monitorato di Prevenzione e Riutilizzo, per controllare il rispetto dei capitolati della produzione e della riparazione.
Il sistema deve assicurare che i capitolati contengano norme costruttive e di riparazione tali da garantire il riutilizzo nel tempo e di conseguenza
la minor produzione di rifiuti grazie sia alla vita utile lunga del manufatto sia alla sua riparabilità. Il soggetto gestore di questo sistema dev’essere preventivamente individuato e riconosciuto da Conai e Rilegno, deve confermare funzionamento e gestione del sistema, deve consentire l’accesso a tutte le informazioni qualitative e quantitative indispensabili per le verifiche e la fattibilità del sistema stesso: dev’essere quindi controllabile in modo coordinato da Conai e da Rilegno.